Gli Oli Essenziali ed i Cani

Nell’attivittà di NSD tutelata dal Nosework Club Italia, come nella maggior parte delle organizzazioni accreditate a livello internazionale che praticano la ricerca sostanze sportiva da quasi 15 anni, i cani cercano target odor costituiti da un mezzo cotton-fioc imbevuto con un paio di gocce di olio essenziale di vario tipo.

Ma gli oli potrebbero avere effetti negativi sulla salute dei nostri cani?

La risposta la lasciamo ad un’esperta del settore 😉

.due “gocce” sugli Oli Essenziali 

articolo gentilmente scritto e concesso dalla Dott.ssa Stefania Potera

Gli oli essenziali (OE) sono il prodotto del metabolismo secondario delle piante e sono generalmente materiali volatili fragranti composti da una mistura complessa di sostanze. Gli OE sono sintetizzati e immagazzinati da speciali cellule in varie parti delle piante: fiori (rosa), frutti (limone), corteccia (cannella).

Quando sono ancora nella pianta vengono chiamate essenze, diventano OE solo quando sono estratti dalla pianta per mezzo della distillazione o di altre forme di estrazione.

DEFINIZIONI

Non esistono definizioni legalmente vincolanti di OE né di aromoterapia. La mancanza di una definizione legale deriva in parte dalla difficoltà di dare una definizione stringente di OE. Esistono varie possibili definizioni di olio essenziale ma nessuna sembra essere perfettamente adeguata: alcune si basano su una descrizione di tipo chimico, alcune di tipo botanico altre dal processo industriale.

Una definizione stringente potrebbe essere: “un OE è un prodotto volatile della estrazione tramite distillazione in corrente di vapore di materiale vegetale aromatico, o un prodotto di spremitura dell’epicarpo dei frutti del genere Citrus, sempre proveniente da una singola specie botanica, senza alcuna sostanza aggiunta e senza alcuna componente rimossa. Alcuni prodotti in commercio sono stati chiamati OE quando in realtà sono tutt’altro, a volte le modifiche vengono fatte sia per renderli più sicuri, sia per poter essere utilizzati.

USI

Gli OE sono utilizzati nell’industria dei profumi, dei modificatori e odori in aromoterapia, come repellenti per gli insetti e animali, nelle preparazioni farmaceutiche, come agenti antimicrobici ecc. La legislazione sta sempre più limitando l’uso non regolato degli oli essenziali.

Il fatto che gli OE siano tradizionalmente un materiale della profumeria e che i profumieri non richiedano di norma oli puri, ma che siano costanti dal punto di vista organolettico, ha portato ad alcuni problemi per gli aromoterapeuti che richiedono OE puri al 100% e derivanti da una fonte botanica unica.

L’aromoterapia è una disciplina medica non convenzionale che ha avuto riscontri di problematiche a causa del non corretto uso e conservazione, scatenando problemi di tossicità.

IL BUON UTILIZZO DEGLI OLII ESSENZIALI

Non tutti gli OE sono uguali, assicurarsi che gli OE utilizzati siano stati rigorosamente testati e certificati come oli puri e di qualità terapeutica. Altri OE possono contenere sostanze contaminanti dannose e additivi chimici di bassa qualità.

GLI OLII ESSENZIALI NEI CANI E NEI GATTI

Gli animali sono più sensibili agli OE rispetto agli uomini, e tra gli animali alcune specie lo sono più delle altre.

Questo è dovuto alla presenza di un numero differente di follicoli piliferi per cm2 di pelle e quindi di ghiandole sebacee, essendo gli OE liposolubili ne assorbono di più. Inoltre più la pelliccia è morbida e folta, maggiore è la presenza di follicoli piliferi e ghiandole sebacee.

Di questo si dovrà tenere conto quando si considerano i dosaggi e la frequenza delle applicazioni, alla via di somministrazione, al tipo di OE, al vettore con cui viene diluito l’olio, allo stato di salute generale e allo stato di salute della cute e del manto dell’animale.

Modalità di somministrazione

-Inalazione-

È una delle vie più importanti per l’assorbimento degli OE. I polmoni hanno un’ampia superficie di esposizione e comunicano direttamente col sangue. Questo tipo di assorbimento bypassa il “metabolismo di primo passaggio” cioè bypassa il fegato e quindi la metabolizzazione da parte di questo organo dell’olio essenziale, che porta a una diminuzione della biodisponibilità. È molto efficace per la rimozione di stress emozionali e stress da dolore fisico, mentre la somministrazione topica od orale è più consona per problemi muscolo scheletrici. Con l’inalazione c’è anche un assorbimento topico in quanto l’olio diffuso può andare in contatto con la cute e la pelliccia.

-Assorbimento sublinguale/mucosa buccale-

Di difficile applicazione negli animali, sia per la manualità che per il gusto. In alcuni cani particolarmente collaborativi si può strofinare l’olio sulle gengive. Anche con questa via si bypassa il “metabolismo di primo passaggio”.

Anche questa modalità bypassa il fegato. L’applicazione degli oli non necessariamente deve essere fatta sul sito del problema per essere efficace: una distorsione trova giovamento dall’applicazione dell’OE, una sofferenza epatica dalla applicazione dell’olio sulla zona riflessa del fegato.

-Assorbimento topico-

Anche questa modalità bypassa il fegato. L’applicazione degli oli non necessariamente deve essere fatta sul sito del problema per essere efficace: una distorsione trova giovamento dall’applicazione dell’OE, una sofferenza epatica dalla applicazione dell’olio sulla zona riflessa del fegato.

-Somministrazione orale-

Ingestione degli oli. Possono essere somministrati in capsule, nel cibo o nell’acqua (non per i gatti). Passano attraverso il fegato quindi hanno una minore biodisponibilità.

GLI OLI ESSENZIALI E IL NOSEWORK SCENT DETECTION

Nell’ NSD sono usati OE di: ginepro, anice, betulla e chiodi di garofano.

Di un OE vengono messe 2 gocce su un cotton-fioc all’interno di un barattolino con alcuni fori nel coperchio.

La procedura rende sicuro l’uso degli oli essenziali, inoltre i 4 oli non rientrano tra quelli da usare con cautela.

La cosa importante e fondamentale è utilizzare sempre OE certificati di puro grado terapeutico, oli testati per purezza e potenza. In questo modo si riducono al minimo eventuali reazioni avverse.

DIFFICOLTA’ RISCONTRATE DURANTE L’ATTIVITA’ DI NOSEWORK SCEN DETECTION

In quest’ultimo periodo ci siamo sentiti in dovere per la serietà con la quale affrontiamo quest’attività di informaci per poter consigliare un prodotto di qualità. Troppo spesso gli allievi acquistano OE di qualità scadente con fragranze differenti causando difficoltà nello svolgimento del lavoro ed un lavoro maggiore per il cane nella memorizzazione dell’odore.

Per Oli Essenziali di alta qualità vi suggeriamo: https://www.benesseressenziale.com/

Dott.ssa Stefania Potera

  • Medico veterinario
  • Dott.ssa tecniche erboristiche
  • Omeopata
  • Consulente fiori di Bach e fiori australiani
  • Educatore – istruttore FICSS
  • Addesratore ENCI sez 1 – 3

BIBLIOGRAFIA

“il grande manuale dell’aromoterapia” Marco Valussi, Tecniche nuove.

“oli essenziali e animali domestici” Francesca Pucitta, Olidee.

“farmacognosia generale applicata” Bruni, Piccin.

Cani da Allerta Diabete e Nosework Scent Detection: l’esperienza di Sara ed Alma

L’esperienza acquisita con Nosework Scent Detection è stata molto importate per capire le grandi potenzialità dell’olfatto dei cani e mi ha incuriosito al punto tale da convincermi a frequentare un corso che mi consentisse di capire meglio come poter aiutare le persone con Diabete tipo 1.


Ho così deciso di iniziare il corso come istruttore per cani da allerta per diabetici con Simila Laiatici. Ho subito capito quanto l’ esperienza acquisita con NSD è stata importante. La mia Flat Coated Retriever, Alma, era già in grado di cercare le essenze naturali in ambienti sia interni che esterni e con distrazioni. Abbiamo iniziato a lavorare con campioni biologici di ipoglicemia e Alma dopo il primo giorno di corso era già in grado di riconoscerne anche di diverse persone. 

Eravamo solo all’inizio di un lungo percorso, la prima cosa che abbiamo dovuto modificare è stata la segnalazione. I cani da allerta diabete hanno la necessità di segnalare in modo attivo per riuscire ad attirare l’attenzione del proprietario, anche quando è distratto o se dorme.

Alma in pochissimo tempo ha iniziato a segnalare in modo attivo: invece di sedersi ha iniziato a saltare addosso.
Insieme a Simila stiamo lavorando in ambienti sempre diversi: dai centri commerciali di sabato pomeriggio alla strada affollata durante una gara ciclistica.

L’impegno necessario per preparare questi cani è notevole, perché sono cani sempre al lavoro, sia di giorno che di notte. Inoltre, a differenza dell’Nsd, il cane non deve attendere nessun segnale di “invio”, deve imparare che appena sente quell’odore, anche se il proprietario è impegnato, lui deve segnalare! Tutto avviene sempre in cambio di un premio per il cane, il potere del rinforzo positivo è importantissimo.

Anche per i cani formati e che lavorano è sempre importante ricevere una ricompensa per ogni segnalazione giusta. La cosa piu’ bella è vedere il rapporto simbiotico che si crea tra il cane e il proprietario. Io sono diabetica tipo 2 e, anche se non ho tantissimi sbalzi glicemici, varie volte Alma ha segnalato che i valori della mia glicemia non erano regolari.

La mia grande soddisfazione l’ho avuta un giorno in cui non avevo nessun sintomo e mi sentivo bene, Alma ha iniziato a segnalarmi che qualcosa non andava e io, convinta che fosse tutto a posto, non le ho dato subito attenzione, ma lei ha continuato a segnalare. Ho misurato la glicemia e lei aveva davvero ragione! Ho corretto la mia glicemia come potevo, il mio angelo custode nero è rimasta agitata fino al momento in cui i valori sono iniziati a rientrare. Un’emozione forte. Ho capito il grande aiuto che possono fornire i cani alle persone diabetiche.

Durante il mio percorso ho incontrato tante persone che stanno preparando il proprio cane o che hanno già un cane che lavora con loro. Anche chi ce l’ha con sé da tempo si emoziona ogni volta che viene segnalato e in alcuni casi il cane è davvero un salvavita.

Sto anche adattando molti esercizi che uso per Nsd alla ricerca della glicemia. In base alla mia esperienza posso sicuramente dire che è una disciplina sportiva ma che fornisce grandi competenze al proprietario e al cane, e che mi è servita tantissimo anche per questo nuovo percorso che sto affrontando.

Sara Pasquale – Istruttore NSD

Perchè ho scelto di praticare NSD – di Elsa Martinelli

La mia passione, il mio impegno, la mia scelta.

Perché?

Facile, essendo appassionata di attività olfattive riguardanti il cane e che abbiano come protagonista questo meraviglioso e stupefacente senso, è bastato poco per innamorarmene e molteplici sono i motivi che vi spiegherò in seguito.

Cinofilmente parlando, nasco 10 anni fa, in questo periodo ho praticato alcune attività assiduamente (ricerca dispersi superficie, Mantrailing, Nose work ) con i miei cani. Un giorno la mia curiosità e la voglia di ampliare le mie conoscenze mi ha portata a partecipare ad un weekend teorico/pratico sul Nosework Scent Detection avente come relatore l’istruttore e responsabile Davide Marinelli di Alfadog Training Academy.

Ebbene, terminate queste due giornate intense, partecipando ad entrambe con i miei due labrador, perché le situazioni semplici non mi piacciono 😆,tornai a casa colma di emozioni ed entusiasmo. Da lì il mio percorso è proseguito e tutt’ora lo pratico e lo insegno.

Arriviamo però al punto cruciale, perché la NSD? Perché dà la possibilità di creare momenti ludico/educativi sfruttando il senso primario del cane e di conseguenza rafforzare il legame o addirittura crearlo là dove non ci fosse.

Non voglio dilungarmi sui benefici di cui il cane può trarre vantaggio, ci sono molte informazioni a riguardo, ma voglio soffermarmi maggiormente sul fatto che non è un semplice e riduttivo “vai cane e cerca l’odore“.

Per me è una questione più complessa, è questione di fiducia reciproca, lasciarsi guidare da lui, dal suo naso, capire e riconoscere i suoi comportamenti e conseguentemente modularsi ad essi, Il cane fiuta con motivazione e felicità e noi assieme a lui, percependo quasi la stessa emozione, fino ad arrivare al ritrovamento ed alla segnalazione della fonte odorosa, lì scatta un “urrà! ci siamo arrivati io e te!”.

A lui l’olfatto a noi la gestione della location e, credetemi, tutto il resto vien da sé!

E dove praticare tutto questo? La risposta è ovunque 😊

Fino ad ora ho avuto la possibilità di poter vedere e seguire diversi cani. Ogni volta è un’emozione, ogni volta è istruttiva, ma soprattutto ogni volta è unica . Sfatiamo la credenza che è solamente il cane che si diverte, ho visto conduttori, io stessa, percepire brividi d’emozione.

Facciamoci trasportare da lui su questo pianeta chiamato Olfatto, sappiate che lui primeggia!

Elsa Martinelli – Istruttore NSD

Quali benifici ho trovato nel praticare NSD – di Sara Pasquale

Nosework Scent Detection è un’attività molto stimolante.

Ho deciso di iniziare a praticare questa disciplina perché volevo cimentarmi in qualcosa di coinvolgente per il mio cane, qualcosa in cui il cane non fosse un mero esecutore ma il protagonista.

Praticare NSD ha migliorato il mio rapporto con Alma il mio flat coated retriever, dove non arrivo io ci arriva lei con il suo olfatto. Alma è molto attiva e ho sempre dovuto lavorare molto per cercare di farla rimanere calma.

Da quando abbiamo iniziato a lavorare con l’olfatto ho visto da subito un enorme cambiamento. Appena indossa la “sua divisa” si concentra immediatamente e inizia a cercare l’essenza che è stata nascosta. Lei rimane calma e concentrata quando svolge il suo lavoro, è molto precisa e minuziosa ed è fantastico vederla così coinvolta.

Grazie a questa disciplina è migliorata tanto la sua capacità di concentrazione anche nella vita quotidiana. La vedo appagata quando cerca l’essenza nascosta ed è bellissimo farsi guidare e capire quando cambia la sua postura perché ha trovato quello che stiamo cercando.

Praticare questa disciplina mi ha consentito di rafforzare il mio rapporto con il mio cane e di vederla molto più serena e appagata nel lavoro e nella vita di tutti i giorni

Sara Pasquale – Istruttore NSD